📚 40 | Omeni
Podcaster, città lontante, ultras e mondi futuri
Ciao!
disclaimer iniziale: ogni anno la puntata di agosto si discosta dalla struttura normale degli altri mesi. Dovevo rispettare la tradizione.
Questa è Matilda, una newsletter in cui io (agnese) ti parlo dei libri che ho letto. Quest’anno non ho raggiunto i picchi di lettura agostani degli ultimi anni però ho mantenuto fede al mio obiettivo di vacanze triestine e sono andata al mare più o meno ogni giorno.
«Omeni», non so se è un’espressione triestina o di altrove, fatto sta che questo mese l’ho usata molto. La si usa per indicare quando gli uomini uomano, accompagnata generalmente dagli occhi al cielo e dal fare no con la testa. Ho parlato del gruppo Facebook “mia moglie” con svariate persone e gli uomini con cui ne ho parlato, schifati e indignati, non erano d’accordo con la mia opinione, ovvero che sia tutto collegato: i commenti lascivi e sessisti, certi atteggiamenti, i nostri lavori di cura all’interno delle coppie. «Ma anche voi donne farete gli stessi commenti». Meh.
Davvero non è tutto parte di un unico schifoso terribile sbagliato sistema? Come si fa a parlare ai nostri amici, ai nostri partner, ai nostri padri e chiedere loro di cambiare? Mi ha fatto pensare una frase che mi ha detto Carlo un giorno al bunker, che le coppie più belle che conosciamo solo quelle con l’uomo «con poco testosterone». Al di là di essere d’accordo o meno con l’espressione, il punto forse è che le coppie più belle che conosciamo solo quelle in cui ci sono un uomo e una donna che si vedono come persone alla pari e in cui i ruoli di genere sono stati appesi al chiodo.
Rispetto alla domanda dello scorso mese: confermo tutto e aggiungo una emoji dedicata alla descrizione del libro.



📚 Ho qualche domanda da farti, di Rebecca Makkai [Bollati Boringhieri 2024, traduzione dall’inglese di Marco Drago]. Preso in biblioteca. 🐔
Ho preso in prestito questo libro con un po’ di titubanza, perché Rebecca Makkai ha scritto uno dei più bei romanzi degli ultimi anni e avevo il terrore di quanto peggio sarebbe stato questo. Alla fine l’ho letto che è un piacere, con un po’ di stupore perché a me i libri con i misteri da risolvere non piacciono. Ma infatti è ben altro.
In un collegio di quelli per ricche famiglie, una ragazza viene uccisa. La scuola ha fretta di risolvere il caso e viene incarcerato un ragazzo nero che lavorava in palestra. Bodie era la compagna di stanza e vent’anni dopo viene chiamata a tenere un workshop di podcast proprio in quell’istituto. Una delle studenti decide di fare una puntata su quell’omicidio perché ci sono troppe cose che non tornano.
Ovviamente ci hanno visto lungo e questo non è uno spoiler, perché 500 pagine altrimenti cosa servono a fare? Servono a dimostrare come gli omeni non sanno vedere i confini con le proprie studenti e di come siano disposti a tutto pur di difendersi. Anche di far finta di non aver compiuto un reato.
«Non è quella che hanno accoltellato al… no. Quella che è salita sul taxi con… no, è un’altra. Quella che è andata alla festa universitaria, quella che lui ha ucciso con un bastone, quella che lui ha ucciso con un martello, quella che lei l’ha tirato fuori dalla comunità di recupero e poi lui… no. Quella che lui tutti i giorni fissava mentre faceva jogging? Quella che ha fatto l’errore di dirgli che aveva un ritardo? Quella dello zio?»
Donna sul filo del tempo, di Marge Piercy [Sur 2025, traduzione dall’inglese di Andrea Buzzi]. Acquistato. 🐔
Un romanzo di fantascienza femminista che arriva dritto dal 1976. Connie si arrabbia con il compagno della nipote, perché la fa prostituire, ma si arrabbia giustamente così tanto che la spediscono in un manicomio, in cui vogliono usarla - come donna nera chicana - per farle degli esperimenti. Un giorno però le appare Luciente, una donna queer dal 2137, che porta Connie nel futuro.
In questo futuro, si vive in comunità, l’amore è slegato dalla riproduzione, si studia sempre, ognuno ha il suo orto e tante cose una più bella dell’altra. Ah sì, ogni occasione è buona per fare festa. E per 500 pagine ci si muove tra la brutalità delle istituzioni totali e il potere della scienza e il futuro utopico che era ancora possibile immaginare.
Dico questo riprendendo le parole dell’autrice stessa che ci lascia in una incredibile prefazione: in che epoche scriviamo utopie e in quali altre scriviamo distopie? Quali sono i fattori, le speranze, le lotte che ci fanno immaginare un mondo migliore e quali un mondo in cui tutto va solo che peggio? Ecco, è scritto negli anni Settanta. Non oggi.
Il segreto di Amador, di Kiko Amat [e/o 2023, traduzione dallo spagnolo di Pino Cacucci]. Regalo di e/o 💘. 🐔
Ho riso tanto che si pensi a me quando sul mondo editoriale si affaccia un romanzo ultras. Amador è uno dei due protagonisti: ha una storia di mille disagi alle spalle, fa il capetto nei lokos - un gruppo ultras nazi del Barça - e è gay. E ha pure una storia con il Cid, il capo branco. E poi c’è César, pure lui con la sua storia alle spalle ma soprattutto con un affetto sconsiderato per la sorella. E a capitoli alterni, la storia dei due procede.
C’è sangue, ci sono botte, c’è una violenza descritta come pochi sanno fare, nel senso che non si romanticizza nulla, anzi, ti fa chiudere gli occhi (mi ha ricordato un po’ Graeme Armstrong un po’ Douglas Stuart). E c’è anche una storia d’amore, incredibile ma vero, descritta con parole veramente dolci. Purtroppo il calcio non esiste nemmeno, perché ‘sti nazi uomano pure loro e passano il tempo a picchiare gente in giro, chiedere ricatti e spacciare droga.
Mi verrebbe da dire che è molto importante parlare di psicoterapia gratuita e di quanto sia assurda questo tabù della salute mentale degli uomini o di quanto sia necessario creare servizi forti nelle periferie ihihihihi.



Il trio di Belgrado, di Goran Marković [BEE 2018, traduzione dal Serbo di Enrico Davanzo]. Preso in biblioteca. 🐔
Lo scrittore Lawrence Durrell arriva a Belgrado nel 1948, per lavorare come addetto stampa (anche se in realtà è una spia, shh!). So che siete tutte appassionate della storia del 900 dei Balcani, quindi non serve precisare che il 1948 è stato un anno particolare, quello in cui la Jugoslavia viene espulsa da Stalin dal Cominform.
Il libro è ambientato in questo contesto e la storia è parte centrale del libro perché, nonostante sia un’opera di finzione e con parti romanzate, il succo principale è costituito da lettere e documenti che si intrecciano tra loro per farci capire la trama. Uno di questi è il diario di Vera Tankosić in cui dedica pagine ai giorni incarcerata a Sveti Grgur e Goli Otok.
Mi sembra sempre di camminare sulle uova quando si parla di questi argomenti. Ormai lo sapete tutte, ho scelto da qualche anno di vivere a Trieste e da lontano non si vedono tutte le contraddizioni di una città di confine, di una città così assurdamente ancora di destra e dell’antislavismo diffuso. Avere a che fare con le contraddizioni della storia non è mai facile: Trieste te lo insegna e questo libro è bello proprio perché ci si butta a capofitto nelle contraddizioni con un intreccio di personaggio, vicende - e galline.
La città indelebile, di Louisa Lim [add 2023, traduzione dall’inglese di Simone Roberto]. Preso in biblioteca.
Tre cose vorrei dire su questo libro. La prima è che non conosciamo nulla di Hong Kong, della sua storia, anzi meglio di quante versioni si scontrano che vogliono imporsi come la vera storia. Quindi il libro vince a mani basso sul piano curiosità.
La seconda cosa è che questa storia è raccontata da una giornalista cresciuta a Hong Kong da padre cinese e madre inglese. E nel testo si inseriscono molte riflessioni - attuali, attualissime - sul ruolo delle giornaliste e su quanto sia possibile restare neutrali (esiste, poi, questa fantomatica neutralità? spoiler: no). e quindi sulla necessità di schierarsi per raccontare meglio cosa sta accadendo. 🍉🍉🍉🍉🍉🍉🍉🍉🍉
La terza è il Re di Kowloon.
The panama playlist: un titolo meraviglioso per un’inchiesta che ha generato scandali, ovvero sono state rese pubbliche le playlist di alcune persone famose. «JD Vance may forever be linked to the Backstreet Boys’ “I Want It That Way.”»
Nei prossimi giorni sarò a Mantova, al Festivaletteratura. Batti un colpo se ci sei! Lunedì 8 alle 20 sarò in piazza borsa per la manifestazione per Gaza. Il 10 mi intervistano e questa cosa mi fa ridere. Il 14 mi trovate a Villa Manin a parlare con Annachiara di piantine, antispecismo e queerness. E poi vado a Linz, per cui se avete consigli, anche qua battete un colpo!
Decisamente agosto è finito: quindi taglio i capelli, vado a fare un controllo dal dentista e mi iscrivo in piscina.
Ti ricordo che se vuoi bene ai libri e hai a cuore l’industria editoriale, non ordinare i libri su Amazon. Ci sono le biblioteche, le librerie (meglio se non di catena), gli scaffali delle librerie delle amiche e ci sono servizi come Bookdealer che riunisce tante librerie indipendenti. Prendiamoci cura dell’industria editoriale.
Se hai commenti e suggerimenti, scrivimi pure qui. Ti leggo! E se ti è piaciuta, condividi Matilda con chi vuoi!
Ci vediamo tra un mese e buone letture! 📚💌💘









Marge Piercy mi ha influenzato tantissimo, con questo libro e anche con Cybergolem, grazie per averne parlato. Tu sai di che anno è la prefazione a questa edizione?