📚 17 | Team sale grosso
Dove l'algoritmo si è inceppato: si parla di gialli
Ciao,
io sono agnese e questa è Matilda: ti parlo di quello che ho letto, divagando sempre molto.
É iniziata ufficialmente l’estate e, qua da queste parti, sappiamo che significa soltanto una cosa: letture arrostite! Quest’anno non ci sarà nessun excel, non ti preoccupare.
Ormai è una tradizione: anche in questa puntata devo ringraziare un po’ di amiche. Quelle che in mezzo alla notte mi hanno abbracciato, quelle che mi hanno scarrozzato in giro, quelle che hanno accettato il mio stare in silenzio e tutte quelle che mi ricordano che mi accettano così come sono, con i tantissimiiii lati positivi ma soprattutto con i quintali di lati negativi. Vi voglio bene
Ho letto molti libri da recensire e pochi libri per me, di piacere. E ho notato che sono per lo più piccoli ma non per questo meno belli! Anche perché la definizione da manuale che ti insegnano a scuola è: il libro è una pubblicazione stampata non periodica di almeno quarantanove pagine, esclusa la copertina. Ci sono ovviamente un sacco di ma, ma chi siamo noi per andare contro ciò che decide l’Unesco? Comunque, insomma, è tutta una scusa per dire che di libri alla fine ne ho messi quattro.
4 libri letti dell’ultimo mese
di Susan Glaspell [from Us]
Sellerio 2006, traduzione dall'inglese di Roberto Serrai
Visto spesso condiviso in giro, acquistato
in copertina: particolare di un olio su tela di Jean Paul Lemieux (1961)
🤓 «Oh, bè», ribatté il marito della signora Hale, con benevola supponenza, «le donne sono abituate a preoccuparsi per della bazzecole» 🤓
É da un po’ che mi inseguiva questo libretto e finalmente mi sono decisa a leggerlo. Un uomo è stato trovato morto, in casa c’era solo la moglie. Lo sceriffo e un testimone vengono chiamati sul luogo del delitto e arrivano accompagnati dalle rispettive mogli, che hanno il compito di raccogliere dei vestiti da portare alla moglie, tenuta momentaneamente in custodia. Mentre i mariti girano per la casa e il giardino in cerca di indizi, le due donne risolvono il caso e scoprono il movente rimanendo nello spazio della cucina, osservando i dettagli. Un barattolo non messo sottovuoto, la farina non tolta dal tavolo, i punti di una coperta annodati male…
🔎 «Riprese, col tono di chi accorda la sua fiducia. «E tenga gli occhi aperti, signora Peters, per qualsiasi dettaglio che le sembri utile. Non si sa mai; voi signore potreste trovare qualche indizio che ci porti al movente - è proprio quello che ci serve».
Il signor Hale si diede una pacca sulla fronte, come un comico che si prepara a dire una battuta.
«Ma le signore lo riconoscerebbero un indizio, se lo trovassero?», esclamò; poi, buttata fuori la spiritosaggine, seguì gli altri per le scale» 🔎
Il libro è stato scritto nel 1917 e, te lo assicuro, questo ti sconvolge. Mi unisco a ciò che accenna Gianfranca Balestra nella postfazione: dev’essere interessante vedere come uomini e donne si approcciano al racconto, soprattutto al finale. Il titolo originale, tra l’altro, è ancora più bello: A Jury of Her Peers.
🏡 «Rimandavo sempre perché non era un posto allegro - ma è proprio per questo che sarei dovuta venire. Io… non mi è mai piaciuto questo posto» 🏡
Commento doveroso: il libro ha 85 pagine, solo 42 sono occupate dal racconto. Ovvero: lo leggete in venti minuti. Quindi: su, su!
Racconti correlati:
Le parole proibite di Margaret A., di L. Timmel Duchamp [in Not 2018]
Harvey, di Emma Cline [Einaudi 2020]
Mio caro serial killer, di Alicia Giménez-Bartlett [Sellerio 2018]
di Claudia Piñeiro [from Argentina]
Feltrinelli 2010, traduzione dallo spagnolo di Pino Cacucci
Letto altro di questa autrice, ereditato
in copertina: Betty Boop
Chi mi segue da un po’, sa che normalmente non leggo gialli. Ma questo mese è andato così. Dopo essermi innamorata di Claudia Piñeiro con quella meraviglia di Elena lo sa, mi sono ritrovata tra le mani questo e l’ho iniziato *surpirse surprise* senza leggere prima la bandella.
👩🏻⚖️ «E allora lei, magari sbagliando, preferisce dubitare. Deve dubitare. Non importa cosa senta, cosa intuisca. Non ci sono prove» 👩🏻⚖️
Tra la redazione di un giornale e la casa in un country club, due giornalisti di cronaca nera e una scrittrice provano a risolvere una serie di omicidi che sembrano a tutti gli effetti degli incidenti, se non che nel giro di poche settimane muore un intero gruppo di amici.
Come si recensiscono i gialli? Continuo a scrivere frasi che poi cancello perché mi pare di rovinare le sorprese. Mi hanno fatto morire dal ridere le amiche di Nurit, la scrittrice, così diverse e così necessarie le une alle altre. Anche il rapporto tra i due giornalisti, uno quasi in pensione e uno alle prime armi, è molto divertente. I personaggi forse sono un po’ stereotipati, nel senso che agiscono proprio nel mondo in cui te lo immagini. Ma la trama mi ha tenuta attaccata al libro fino alla fine e, non leggendo mai gialli, direi che è un punto a suo favore!
💘 «Trova il tempo per leggere romanzi, ragazzo. Non c'è mai stato un bravo giornalista che non fosse innanzitutto un buon lettore» 💘
Romanzi latino-americani correlati:
I detective selvaggi, di Roberto Bolaño [Adelphi 2014] - una voglia immensa di rileggerlo!
L’invenzione di Morel, di Adolfo Bioy Casares [Sur 2017]
L’inseguitore, di Julio Cortázar [Sur 2016]
di McKenzie Wark [from Australia]
Not Nero 2023, traduzione dall’inglese di Alessandra Castellazzi
consigliato da Mutande del lunedì
in copertina: composizione di Lola Giffard-Bouvier
✨ «C’è spazio tra i beat per esistere ancora» ✨
Non potevo resistere a (1) un libro di Not (2) sulla scena rave (3) trans e (4) queer. E infatti l’ho divorato, gnam gnam. Ripeterò per la millesima volta che mi piacciono i saggi quando dentro ci si trova l’autrice, la sua vita e i suoi pensieri. E questo libro non potrebbe essere altrimenti: è la sua analisi della scena rave e del suo corpo che ci partecipa. «Questa freak del ballo transessuale bianca di mezza età e di classe media». Anche perché, quando mai ci capita di leggere questi punti di vista? Sul corpo poi torniamo tra poco.
✏ «In un rave, in ognuno di questi stati, esiste solo la situazione. E così nella scrittura, in ognuno dei suoi stati, esiste solo la situazione del linguaggio. Nessuna continuità. Come il rave, la scrittura è una pratica in cui posso entrare e sentirmi libera, libera dalla disforia, dalla tristezza, dal desiderio inutile» ✏
Nel 2018, l’autrice e professoressa di studi sui media McKenzie Wark ha cominciato un percorso di transizione ormonale. Ha smesso di scrivere, non ci riusciva, però ha ballato un sacco (e nel libro ti racconta perché). Quando nel 2021 le è stato chiesto di riflettere su questo legame tra musica techno e corpo, si è rimessa a scrivere e - come ci dice - ha intrapreso un percorso di ri-associazione proprio attraverso la scrittura.
👀 «La prima cosa che cerco in un rave: chi ne ha bisogno e, tra coloro che ne hanno bisogno, chi riesce a gestirsi questo bisogno?» 👀
E così, l’analisi di corpi che ballano diventa una critica anticapitalista a un mondo che collassa. Due spunti molto interessanti del libro: la pandemia dal punto di vista delle persone trans; la gentrificazione legata alla scena clubbing. Ci sono anche delle foto che arricchiscono la sua analisi.
🦠 «Noi non siamo della scuola che pensa che l’unico vero pericolo per la salute sia il virus. Siamo della scuola che sa che questo mondo è già determinato a ucciderci. Che il regime di assuefazione al lavoro, al consumo, alla famiglia, alla polizia è altrettanto letale. Con la sua violenza disinvolta, con la sua estrazione spietata» 🦠
Non so se hai mai partecipato a una festa libera: auguro a tutte di conoscere prima o poi quella sensazione di libertà di un corpo che segue solo la musica. E qua dovremmo iniziare tantissimissimi discorsi sui luoghi della socialità, sulle leggi contro il degrado e i daspo se bevi per strada, sulla commodification di qualsiasi azione notturna. Riprendiamoci tutto e riprendiamocelo ballando! Una cosa che non sai di me: se con la testa rimango bloccata in mille pensieri, il mio corpo sa essere libero e desiderare. Toni mi ha accordato il permesso di citarlo: «Siamo sagittari, corpo di animale e testa di cazzo» (su Matilda si dicono le parolacce?).
Insomma, sono sempre molto convinta che il corpo non menta e che, ogni tanto eh, bisognerebbe lasciarlo libero di andare e di non mettere paletti assurdamente inutili. ✨ Buone danze! ✨
Canzoni correlate, scelte dal dj preferito di Matilda: Jazza (grazie!)
[Jaz segnala anche questa etichetta di Brooklin e distribuisce musica digitale gratis, tipo questa 👇🏻]
di Donata Columbro [from Italia]
effequ 2022
preso alla presentazione, con 🌟 autografo 🌟
in copertina: artwork di Simone Ferrini
Un tempo la parola algoritmo indicava qualcosa che abbiamo studiato a scuola, a matematica, e di cui tutti ci siamo probabilmente dimenticate. Poi l’algoritmo è diventato una mano invisibile che regola la nostra vita digitale. Donata, riprendendo le parole di Tim Harford, ci dice (tra le tante cose) che:
👩🏻🍳 «Un algoritmo è una sorta di ricetta molto dettagliata (nonché scritta da uno chef estremamente pedante: siccome a seguirla sarà un computer, non può esserci alcun margine discrezionale come accade nelle ricette di cucina), che riporta una serie di azioni da eseguire in sequenza» 👩🏻🍳
Cominciamo dal dire: se sei una donna nella cosiddetta età fertile, ti sei probabilmente imbattuta nella pubblicità di Clear Blue su YouTube. A me capita sempre. E a te?
Come scritto nel libro e come detto alla presentazione, ci accorgiamo dell’esistenza dell’algoritmo quando c’è un glitch, quando qualcosa non funziona, quando si crea uno straniamento. Come, per me, la pubblicità di Clear Blue - ma pure il fantastico pilates da parete (che in realtà è un mesetto che non mi appare più). Insomma, quando ci arrivano suggerimenti che non si adattano a noi, ci accorgiamo dell’algoritmo. C’è anche da dire, e questo è bene approfondito, che anche non accorgersi della presenza dell’algoritmo è un bel privilegio. A volte lo incolpiamo dei mali del mondo, a volte lo assecondiamo. Ma dietro l’algoritmo ci siamo noi umani.
Nel libro, ho scoperto di questa inchiesta del Wall Street Journal: hanno creato degli account di finzione su TikTok per calcolare quanto tempo ci avrebbe messo l’app per indirizzarli verso precisi contenuti. Dopo trentasei minuti l’account Kentucky_96 ha raggiunto ciò che voleva: video di tristezza e depressione. Trentasei minuti. Questo ci scandalizza (bene, okay), ma perché non ci arrabbiamo uguale contro l’algoritmo che è colpevole di aver creato la crisi del 2008? (a riguardo, hai un libro nei correlati!*)
🌍 «Non è mai esistita né mai esisterà, un’innovazione tecnologica che ci allontanerà dai problemi di fondo della natura umana» [Meredith Broussard] 🌍
Il punto del libro, per come l’ho capito, è che l’algoritmo non è una divinità slegata da noi e super partes ma dietro c’è un’attività umana e, proprio per questo, si può agire e si può cambiare. Dobbiamo però avere consapevolezza di cosa sia e di come funziona. Perché, forse, viviamo l’internet con molta spensieratezza e poca consapevolezza. E non possiamo più molto permettercelo. Unica nota: forse consiglierei il libro a chi ha già un minimo di dimestichezza con il mondo dell’internet e dei social.
Mi fa sorridere pensare che il primo libro di Donata Columbro era nella primissima puntata di Matilda! Eravamo in poche e Matilda nel mentre è diventata grande e è cambiata!
Graphic novel correlate:
*Pop economix, di Davide Pascutti [Beccogiallo 2014]
Armi di persuasione di massa, di Brooke Gladstone e Josh Neufeld [Rizzoli Lizard 2013]
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Newsletter correlate per approfondire cosa è accaduto:
Come si misurano le molestie sul luogo di lavoro, di Donata Columbro
Di agenzie di comunicazione e molestie, di Valentina Tonutti
Niente di quanto stai per leggere ti piacerà, di Flavia Brevi
Cose fatte questo mese
Mi è stato chiesto di descrivermi con cinque parole, aggettivi o espressioni. Se mi scrivi un’email con le tue, ti dico le mie.
Francesca, la mia sorella maggiore acquisita che mi accudisce sempre, mi ha detto che siamo il sale grosso sopra una fetta di pane scaldato con un filino di olio buono. Siamo sale grosso, nulla di meno.
Ho scritto le recensioni di menodramma, La carovana del sultano, L’albero della danza e Che cosa fa la gente tutto il giorno? (titolo incredibile). Ho finito di scrivere e consegnato 160.904 battute di un testo e ora si inizia un nuovo progetto. Dita incrociate!
💟 F24 alert: sia benedetta la commercialista. 💟
Non so ancora bene i miei programmi dei prossimi due mesi. Ci sarò? Non ci sarò? Ci sarò in anticipo o in ritardo? Lo scopriremo insieme! Comunque leggerò e ti racconterò tutto!
Sottofondo mentre scrivevo:
Promemoria
Ti ricordo che se vuoi bene ai libri e hai a cuore l’industria editoriale, non ordinare i libri su Amazon. Ci sono le biblioteche, le librerie (meglio se non di catena), gli scaffali delle librerie delle amiche e ci sono servizi come Bookdealer che riunisce tante librerie indipendenti. Prendiamoci cura dell’industria editoriale.
Per finire
Se hai commenti e suggerimenti, scrivimi pure. Ti leggo!
E se ti è piaciuta, condividi Matilda con chi vuoi!
Ci vediamo tra un mese (forse) e buone letture! 📚💌💘









